Una sega di medico
«Ma non ti faccio neppure una sega», ammicca il mio medico di famiglia.
La battuta, questo vorrebbe essere, è rafforzativa del suo «niente sesso, però», che era nata dal mio «felice di conoscerLa, finalmente», detta al nuovo medico che è andato a sostituire la mia storica dottoressa - non si dice “medica” - che ha preso la via della pensione.
Lo incontro per via del 39.2 segnato dal termometro. Sorvolo, a fatica sulle battute volgari, ma sorvolo.
Per riprendere l’argomento principe, annoto: «39 e 2 non l’avevo dall’adolescenza». Pausa. «E dire che ho anche fatto il vaccino, anzi due. Influenza e Covid».
Il dottore dice: «è proprio per quello». E io penso sia un’altra sfortunata battuta. Invece insiste: «ci vogliono almeno dieci anni… io ho dei pazienti… sedia a rotelle…».
Ho smesso di ascoltarlo, cose già sentite. Sono francamente incredulo. Mi chiedo se aprire una discussione, lascio stare. Frase di circostanza e un unico pensiero: «devo cambiare medico». «Subito!».
Anzi due pensieri. Il s…




