Sul referendum Gratteri ha ragione
Il procuratore di Napoli ha ragione, per il sì al referendum ci sono in prima fila indagate e indagati e qualche condannato
Indagati, inquisiti e massoni deviati voteranno “sì” al referendum? Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri è convinto che sarà così e, a rigor di logica, ha ragione.
Se uno è infatti sotto la lente della magistratura e sa di essere prossimo a una condanna (perché consapevole della sua inequivocabile colpevolezza), sarebbe un folle a non tentarle tutte per evitarsi il carcere o quel che è.
Mi spiego meglio: se sei un serial killer di prossima e sicura condanna alla sedia elettrica negli Stati Uniti, speri - ed è sostanzialmente l’unica speranza che hai - che venga abolita la pena capitale e, se ci fosse un referendum per abolirla e tu potessi votare, voteresti per l’abolizione.
Si obietterà che la riforma costituzionale in tema di giustizia non è paragonabile all’esempio che ho fatto, ma nella realtà sappiamo tutti che lo è eccome e lo è da sempre.
Fabrizio De André la mise in poesia con quelle sue rime: «Ascolta, una volta un giudice come me giudicò chi gli aveva dettato la legge: prima…




