Strupro con sconto
La destra modifica il DDL stupri
Sconto di pena per gli stupratori. Si passa da massimo 12 anni a massimo 10. Dovrebbe bastare questo, senza entrare nella semantica giuridica, per capire la qualità dei “ritocchi” del DDL stupri. Quello approvato all’unanimità alla Camera e ora cambiato qua e là dalla maggioranza, cioè da Giulia Bongiorno.
E qui nasce il casino, perché come fai a criticare un provvedimento della maggioranza se chi firma le modifiche è una donna e se il capo del partito della maggioranza di governo è una donna e se pure il presidente del consiglio è una donna?
Bel casino, oppure no. Oppure è finalmente sfatato il mito che, per esempio, “sono una donna, sono una mamma, sono cristiana” significhi che Giorgia Meloni rappresenti in una qualche misura le donne, le mamme e i cristiani.
Anche perché se rappresenti le donne e modifichi il DDL stupri in questo modo qua, beh è come se in una trattativa sindacale il rappresentante dei lavoratori dicesse al datore di lavoro: «no dai, non aumentiamo i salari così tanto… un po’ meno».
La verità è che, piaccia o no, Giorgia Meloni e camerate non sono espressione delle donne, sono espressione della destra. Una destra che, dominante in questa maggioranza a trazione Fratelli d’Italia, non perde occasione per manifestarsi nella maniera peggiore e questa è probabilmente, tra tutte le maniere possibili, la peggiore in assoluto.
Perché in questi ritocchi al DDL stupri non vince nessuno, mentre sicuramente perdono in tantissimi: le donne, sicuramente, ma anche gli uomini, ci perde la società, ci perde il nostro grado di civiltà, ci perde questa nostra Italia… anche questa volta stuprata.




La restaurazione e il ritorno al passato. Poi toccherà al Diritto all'aborto e magari torneremo al delitto d'onore.
É il medioevo che Avanza.