Sigfrido Ranucci forse aveva intuito
Il post che Sigfrido Ranucci ha scritto paragonando il suo caso a quello di Falcone, Borsellino, Mattarella e altri martiri di questa nostra Italia è uno scandaloso problema?
Sì, lo è e lo è non per lui e neppure per una sua suggerita sindrome di onnipotenza. No, lo è perché quel post l’ha scritto lui e non noi.
Ranucci non ha mai detto di essere Falcone, Superman o Gesù Cristo, ha sottolineato che in Italia c’è un metodo e il metodo è di “ammazzare civilmente” le persone e, a volte, dopo, ammazzarle per davvero.
È quello che sta succedendo al conduttore di Report? Beh, se mettiamo un po’ di fatti uno di seguito all’altro vi accorgerete che tanto lontani non siamo.
L’ultima è che Lavitola e il suo avvocato hanno dichiarato che forse Ranucci sapeva chi fosse il mandante del suo attentato. Un forse che più che altro è una vigliaccata con in dote nessuna prova.
Ma finché il depistaggio è di Valter Lavitola, cioè il reo confesso mandante dell’attentato, non sorprende neppure un po’. Quel che sorprende sono i “colleghi” giornalisti.
E qui abbiamo la tizia offesa perché, a suo dire, Report le ha fregato un’inchiesta, la quale si fa intervistare per dire che sa per certo che Sigfrido si trombasse la qualunque.
Abbiamo poi quel caposervizio, che è stato sul libro paga di Valterino, che ammette di non conoscere Ranucci, ma dopo un’intervista che il conduttore scagiona, ci tiene a specificare che di possibili altri conduttori ce ne sono e anche più bravi del discusso Sigfrido.
C’è la cariatide del giornalismo che si scopre che, insieme a un altro blasonato, discuteva della possibile discesa in campo di Ranucci, senza manco conoscere Ranucci, ma conoscendo così bene Lavitola da avere il rito di essere riaccompagnato da Valterino a casa dopo aver cenato nel suo ristorante.
A questi si aggiungono tutti quelli i cui nomi stanno girando come futuri conduttori di Report e che non si stanno premurando di dire: “grazie, no”.
Da tutta questa vicenda non sta uscendo nessuna verità, ma tanti pettegolezzi e la triste conferma che tanti giornalisti sono delle merde.
Niente di nuovo sotto il sole… d’altra parte la P2 di penne tesserate ne aveva un sacco e mezzo. Lavitola non è Gelli, ma questo rende i giornalisti del suo clan, così come quelli che lo stanno ad ascoltare, ancora più imbarazzanti.


