Il silenzio elettorale
Una volta c'era il silenzio elettorale e poi... poi non c'è stato più.
Ve lo ricordate il silenzio? Io me lo ricordo bene. Quando i seggi venivano allestiti era per tutti “zitto e mosca”. Certo c’era il pirla che diceva e quindi faceva eccezione, ma era appunto un pirla e tutti per pirla lo prendevano. Un poverino insomma.
La sacralità del silenzio elettorale ai seggi
Quando si andava verso le sedi dei seggi, c’era una certa qual sacralità. Come in processione si andava. La sola eccezione era nel quotidiano in tasca, che bastava la testata per far sapere come la pensavi. O meglio: come teoricamente la pensavi, perché poi c’era il segreto dell’urna e lì vai a sapere croci o preferenze.
Il segreto dell’urna: tra libertà e ribellione
Quanti uomini dicevano alle donne cosa votare e quante donne altrove votavano. Lo si capiva soprattutto nei piccoli contesti dove sbucavano dei voti inattesi che andavano a violare scontate maggioranze bulgare. Violare la segretezza era inteso criminale, perché sottintendeva voto di s…



