Rom e Sinti: la solita brutta storia
La tragica vicenda del Gratosoglio a Milano rinverdisce certe prassi razziste e non riguarda solo la destra salviniana
È del 16 luglio del 1926, la prossima estate saranno cento anni, la prima legge sistematica e organica contro Rom e Sinti.
Il titolo è emblematico: “Legge per la lotta contro zingari, girovaghi e sfaccendati”. E siccome venne approvata in Baviera, l’originale è in tedesco, quindi per apprezzarne fino in fondo la natura bisogna ripassare alcune parole tedesche. Queste: 1) Gesetz = legge; 2) zur Bekämpfung von = per la lotta contro; 3); Zigeunern = zingari (rom e sinti, in accezione dispregiativa); 4) Landfahrern = vagabondi; 5) Arbeitsscheuen = sfaccendati, schivi del lavoro.
Ora avete gli strumenti per apprezzare capire il razzismo fondante la “Gesetz zur Bekämpfung von Zigeunern, Landfahrern und Arbeitsscheuen”.
A chi fosse sfuggita la data, è prima, ben prima dell’arrivo di Adolf Hitler, che, nei fatti, si limitò a finire il lavoro, uccidendo un numero indefinito tra i 200 mila e i 500 mila rom e sinti, ma preferirei dire persone.




