Ricordiamoci che anche noi siamo stati
Oggi è il giorno della memoria e in troppi l'hanno persa
Oggi è il giorno della memoria. Memoria della Shoah, memoria dell’Olocausto di sei milioni di ebrei, memoria - per dirla con Primo Levi - «che questo è stato», ma anche e mai abbastanza memoria del fatto che noi siamo stati.
Cioè del fatto che noi italiani, italiani fascisti, al genocidio abbiamo partecipato. Abbiamo arrestato, deportato, ammazzato.
L’Italia ha le mani sporche di sangue e la repubblica, succeduta alla dittatura, non ci assolve.
E non ci assolve a maggior ragione per il fatto che gli eredi ideologici del fascismo assassino sono oggi al governo con fiamma missina nelle bandiere del loro partito.
Attenzione il problema non è Giorgia Meloni e i suoi dubbi sulla matrice degli assalti fascisti, sul suo peloso silenzio sui neofascisti di casa sua, sulle mani alzate a salutar nel modo del Duce di certi suoi camerati, no: il problema è che con voto democratico “sono una donna, sono una mamma, sono cristiana” è presidente del consiglio dei ministri.
Il problema non è, insomma, l’ambiguità di Giorgia Meloni, ma la scarsa memoria degli italiani.
In Germania, dove almeno su questo sono seri, è riconosciuto che il 3% della sua popolazione fu attivamente coinvolta nel genocidio degli ebrei e nelle altre efferatezze del nazismo.
Ma è con altrettanta fermezza riconosciuto che il 90% dei tedeschi al regime di Hitler non si oppose.
C’è un adagio che gira in quelli di Berlino e che più o meno dice così: “se a un tavolo siedono 10 persone e un nazista, e nessuno si alza, ci sono 11 nazisti” (“Wenn 10 Leute am Tisch sitzen und ein Nazi kommt dazu und niemand steht auf, dann sitzen dort 11 Nazis”).
In Italia i partigiani furono rispetto al totale della popolazione molto pochi, il resto della popolazione si sedette al tavolo a mangiare con Benito.
Molti di loro da quel banchetto non si sono mai alzati.
La frase di Primo Levi «meditate che questo è stato» andrebbe aggiornata con un più attuale: «meditate che questo è».
Buona giornata della memoria a tutti.




Ineccepibile. E le incombenti liste di proscrizione dei professori di sinistra dimostrano che "questo è".