Restiamo democratici, invitiamo a votare. Comunque.
Il referendum sulla riforma della giustizia potrebbero vincerlo gli astenuti: comunque la pensiate andate a mettere la vostra X.
Se gli italiani andranno a votare, vincerà il sì.
Questo dicono i sondaggi sul referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.
Più precisamente: se almeno il 46 per cento degli aventi diritto andrà alle urne, sarà vittoria di chi vuole questo cambiamento.
Ciò spiega, o meglio conferma, il perché Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno blindato la data della consultazione al prossimo marzo: la bella stagione porta notoriamente ad un aumento dell’astensione.
Quindi tocca, anche per noi che siamo per il “no”, sperare che vinca il sì: perché la partecipazione maggioritaria è il sale della democrazia e nella nostra Italia l’astensione è drammaticamente diventata il partito di maggioranza pressoché assoluta.
Attenzione, non è una resa: l’appello resta “andate a votare e votate no”. E questo, per chi come me pensa che la cosiddetta riforma sia una porcheria, deve rimanere.
Insomma: non diventiamo come “loro” che vincono i referendum invitando a disertare i seggi.
Se poi gli italiani andranno a votare sì, perché male informati, sarà anche perché non abbiamo saputo dire, spiegare, convincere.
Certo è difficile farlo in un panorama nazionale di mass media tutt’altro che indipendenti e ormai sostanzialmente irrilevanti.
Ma questa malattia del conflitto di interessi è un vulnus che a sinistra troppi hanno storicamente sottovalutato e tollerato.
Quelle di oggi, compreso lo strapotere degli opachi social media, ne sono la conseguenza.
In un contesto del genere è difficile convincere: certo! Ma durante il Ventennio fascista lo era di più e… ancora a quel punto non siamo giunti. Ancora.




@william hai un profilo LinkedIn?
Buona vita