Il "NO" ha vinto... abbiamo vinto.
Bocciata la riforma costituzionale della giustizia voluta da Giorgia Meloni e dagli eredi di Silvio Berlusconi. La Costituzione antifascista è salva.
Raga, che dire: abbiamo vinto!
Lo so che deluderò chi si aspettava una fine analisi del voto… ma oggi mi sento di dire soltanto che l’abbiamo scampata. Ché qui si rischiava davvero di veder un pezzo di Costituzione mutilato.
Il potere del popolo: la difesa della Costituzione
Così non è grazie a tanti di quei voti, oltre quattordici milioni, che la Carta hanno difeso con quel gesto straordinario che è l’esercizio del potere che appartiene al popolo. Cioè a noi. Quel potere abbiamo esercitato ed è bellissimo.
Fra un mese sarà il 25 aprile. Una data che evoca la Resistenza, la Liberazione, ma più di tutto dovrebbe ricordarci un tempo nel quale non bastava una croce su una scheda elettorale a cambiare le sorti del nostro paese.
Il fallimento della destra e l’eredità di Berlusconi
C’è chi in maniera interessata dice che l’antifascismo, la lotta partigiana, siano anticaglie ormai ignote agli italiani, vissute con distanza. Questo referendum ha dimostrato che così non è.
Ha dimostrato che quando vengono toccate cose come l’equilibrio tra i poteri dello stato, l’Italia si sveglia e va a votare per difendere se stessa. E lo fa a discapito delle fake news, dei social e dei loro algoritmi, della propaganda becera di certa destra nostalgica e di certa destra orfana del signore del Bunga Bunga.
Silvio Berlusconi al quale questa riforma, ma in realtà controriforma, della giustizia era dedicata. L’Italia ha detto no. Ha detto quattordici milioni di volte no. Non era scontato. Non lo era per nulla. Grazie a tutti noi
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Per loro è stato un 8 settembre, tutti a casa .