«Ramy ti amo»
Ramy vive in mezzo a noi.
So che la frase dovrebbe essere “Ramy vive e combatte insieme a noi”, ma nella realtà è “Ramy vive” la scritta che più leggiamo ogni giorno sui muri noi che nel Corvetto viviamo, noi che il Corvetto viviamo.
È così, che appunto, Ramy vive con noi. Ci accompagna proprio per certe vie. Sui muri delle popolari leggi il suo nome scritto con centinaia di grafie differenti. Qualche giorno fa ho pure incrociato con lo sguardo un “Ramy ti amo”.
Non so neppure se mi abbia stupito. Forse mi ha rubato un sorriso affettuoso. Come se si trattasse di un ragazzo amato da qualcuno e non un ragazzo ucciso amato da qualcuno. E non è proprio la stessa cosa.
Un anno dopo, un anno dopo e qualche giorno visto che il cuore di Ramy ha smesso di battere il «24 novembre 24», le indagini si sono chiuse e ora a giudizio andranno un po’ di persone. Due dovranno rispondere di omicidio stradale.
Il primo è scontato: è “l’amico” che guidava lo scooter, Fares Bouzidi. L’altro, molto meno scontato…




