Quest'Italia Matta-rella
Tristemente nostalgico dei discorsi di fine anno di Sandro Pertini, vivo sempre con delusione quelli dei presidenti dopo di lui in carica, tant’è che da qualche anno, all’ascolto in diretta, preferisco le sintesi dei giornalisti di Palazzo.
Il plauso arrivato da destra e da sinistra del saluto alla nazione di Sergio Mattarella, mi ha fatto temere il peggio. Quindi mi sono procurato l’intero discorso e mi sono accorto che il peggio era ben peggiore di quanto mi ero immaginato.
Nelle tre paginette del saluto presidenziale manca tutto, tranne una fastidiosa accondiscenza al governo di Giorgia Meloni.
L’incipit è dedicato alle case ucraine devastate dai bombardamenti, ma - per non irritare Matteo Salvini - non viene detto chi bombarda.
Quindi tocca alla devastazione di Gaza, ma anche in questo caso - per non infastidire Giorgia - nessun cenno a Benjamin Netanyahu.
Si scopre, qualche periodo più in là, che «la costruzione della pace è atto fondato della nostra Repubblica», quando invece il dett…




