Quel «coglione» di La Russa
Il presidente del Senato, vero uno delle istituzioni, dà del coglione ad un senatore del PD durante un dibattimento.
«Come si chiama quel coglione che continua a urlare?», a chiederlo - la citazione è testuale - è stato quel “gran signore” di Ignazio Benito Maria La Russa.
Ad interim, e già da troppo tempo, presidente del Senato e di conseguenza seconda carica dello Stato.
Questo gergo da bar, ma bar non dei migliori, lo ha usato a Palazzo Madama, quel ramo del Parlamento italiano nel quale siede sulla poltrona più in alto.
Non siamo educande e non ci scandalizziamo certo per un coglione qualsiasi, ma il problema è che qui il coglione è presidenziale e la forma, come si suol dire, è sostanza.
Le più alte cariche istituzionali non si possono permettere di dare del coglione a un rappresentante dei cittadini, la democrazia prevede infatti l’inchinarsi davanti al popolo e a chi le istanze del popolo rappresenta.
Esiste un viceversa ed è quello di pensare che il parlamento sia un bivacco pieno di coglioni.
Che è un po’ quello che sostenne, nel famoso discorso del “bivacco”, Mussolini, che di nome faceva Benito…




