Pucci non ci ripensare!
Andrea Pucci ha rinunciato a Sanremo. Meloni e altri destri gli hanno chiesto di ripensarci. Come se la RAI fosse roba loro.
Ma quale censura?? Andrea Pucci ha deciso di non andare a Sanremo. Cioè lo ha deciso lui. Il piagnisteo della destra che grida alla censura è sinceramente imbarazzante.
Sono quindi surreali le dichiarazioni del collezionista di busti del Duce Ignazio Benito Maria La Russa, della plurindagata Daniela Santanché, della “donna, mamma, cristiana” Giorgia Meloni, che chiedono a Pucci di ripensarci. Surreali perché, pur orfani di Silvio Berlusconi, si tratta dei medesimi politici che applaudirono vent’anni fa al cosiddetto “editto bulgaro”.
Era il 18 aprile del 2002 e il Re del bunga bunga in conferenza stampa a Sofia berciò: «L’uso che Biagi, Luttazzi e Santoro hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. Ed è un preciso dovere della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga».
Ne seguì l’esilio di Daniele Luttazzi, la chiusura di Sciuscià di Michele Santoro, la rimozione di Enzo Biagi.
Questo è quello che ha fatto la destra, questa è vergognosa prassi dei destri, questa è storia. Quindi Meloni&co. basta piagnistei. Non è davvero il caso.
Andrea Pucci ci ha fatto un favore enorme, si è autocensurato. Lo ha fatto sua sponte. Chi lo ama, chi si diverte alle sue battute, potrà andarlo a sentire su palchi diversi da quello di Sanremo… quelli che nella maggior parte dei casi si trovano in fondo a destra.




Un buffone in più… lui non fa satira, è un personaggio negativo. Omofobo, razzista e non so che problemi abbia con i gay e soprattutto con i napoletani.