Pinelli, diciottesima vittima della stage di Piazza Fontana
Moriva questa notte, ma nel 1969, Giuseppe Pinelli. L’anarchico accusato della strage, che oggi sappiamo nera, di Piazza Fontana.
Un assassinio, comunque la si voglia raccontare, perché quando una persona innocente è fermata e si trova in una questura e da quella questura vola giù, è un omicidio e non serve neppure averne le prove.
Ma se uno avesse dei dubbi, ci pensa il questore di allora Marcello Guida, a fugarli. Alla stampa, infatti disse: «Improvvisamente il Pinelli ha compiuto un balzo felino verso la finestra che per il caldo era stata lasciata socchiusa e si è lanciato nel vuoto». Motivo? L’alibi che aveva dato si era rivelato falso.
Soltanto che l’alibi falso non lo era affatto, come poi venne accertato.
Licia Pinelli, la vedova di Giuseppe, aveva le idee chiare sulla dinamica: suo marito era svenuto in seguito a un colpo preso in una colluttazione con i poliziotti che lo stavano torchiando. Credutolo morto, per coprire il violento e illegale interrogat…




