Vai a votare! L'astensione non è politica.
Seggi aperti domenica 22 e lunedì 23 mattina. Si vota per il Referendum Confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia.

Te la dico piatta: vai a votare!
Non mi interessa se credi che debba vincere il sì o viceversa il no. Prendi il tuo bel documento, prendi la tua tessera elettorale e vai a mettere la tua brava crocetta.
L’importanza di recarsi alle urne: scheda bianca o nulla
Non sai dove metterla? Non ti interessa metterla da una parte rispetto all’altra? Bene: non metterla, ma vai a votare. Annulla, lascia bianca la scheda, scrivi improperi, però vai.
Non andare a imbucare la scheda, seppur lasciata intonsa, non è come non andare.
Il valore civile del voto e la memoria storica
Nel non andare non c’è nulla di politico: c’è solo il vuoto e un po’ di ingrata stronzaggine verso le tante e i tanti che sono morti per far sì che tu oggi possa impugnare una matita copiativa.
Lunedì, qualsiasi sia l’affluenza, il voto sarà valido. Però se più della metà delle e degli aventi diritto non si recherà alle urne il messaggio che ne uscirà sarà uno e uno soltanto: la nostra democrazia è debole. A più della metà di noi l’esercizio del proprio potere di cittadino non interessa.
Difendere la democrazia per evitare il ritorno del passato
E stai sicuro che orecchie attente ascolteranno questo messaggio. Sono orecchie pericolose, che puzzano di ventennio, che pensano che il voto - il tuo s’intende -, sia un inutile orpello, un inutile spreco di denari, un inutile rito vuoto.
C’è solo un modo per difendere la democrazia, viverla. Incarnarla.
Qualsiasi sarà il tuo voto, buon voto.

