Per (quasi) tutti Beppe Sala è insindacabile
Povero Giuseppe Sala ridotto a segnaposto della politica.
È infatti evidente che la corale richiesta a restare sullo scranno di sindaco di Milano sia dovuta solo e soltanto a opportunismo politico.
Nessuno, né a destra né a sinistra, ha pronto un candidato “vincente” da mettere al posto dell’acciaccato Beppe.
Tanto più che il o la candidata a succedergli dovrebbe fare i conti con la più lunga campagna elettorale comunale di sempre.
Se lunedì Beppe Sala si dimettesse, dopo un po’ arriverebbe un commissario prefettizio che governerebbe la città – come dettato dall’articolo 53 comma 3 del Testo Unico Enti Locali – fino ad aprile/maggio 2026.
Un sacco di tempo che comprenderebbe pure le Olimpiadi Invernali che a Milano saranno ospitate.
Quindi Sala è meglio se al suo posto rimane: conviene a tutti.
Conviene al centrosinistra che spera che il caso giudiziario si sgonfi, ridimensioni, circoscriva.
Conviene al centrodestra che nel restar di Sala vede una legittimazione del restare a governare dei s…




