Obiettivo normalizzare Report
Sigfrido Ranucci va trombato perché trombava e chissenefrega di bombe, ambigue confessioni di Valter Lavitola e curriculum giornalistico.
Un neopuritanesimo, che ha investito anche taluna sinistra, sta sorprendentemente albergando nella maggioranza di governo.
Sorprendentemente perché la destra resta sempre quella del Bunga Bunga di Silvio Berlusconi e di quel vergognoso voto parlamentare intorno a una certa Ruby Rubacuori, millantata nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak.
Imbarazzante menzogna sessual-istituzionale che fu convintamente appoggiata, con voto palese, anche da Giorgia Meloni.
Silvio poteva, Sigfrido no… probabilmente perché il presidente pagava e il giornalista no.
Attendendo che qualche quotidiano di destra pubblichi, così come stanno facendo per il defunto Varenne, il numero esatto di eiaculazioni ad oggi avute dal buon Ranucci, viene provocatoriamente riproposta a ogni piè sospinto la retorica domanda: “Report può vivere senza Sigfrido Ranucci?”
La risposta scontata è “certo che sì”, quella vera è che con il cambio della sua guida potrebbe anche nei fatti morire.
D’altra parte è evidente che la maggioranza di governo si sta accanendo sull’attuale conduttore per riuscire ad averne uno più addomesticato, più Telemeloni. Le elezioni, non è un mistero, incombono e non avere quel rompicoglioni attorno potrebbe essere una gran bella notizia sia per la maggioranza e che per altri della minoranza dal Report di Ranucci in passato pizzicati.


