Cose da pazzi
Dal tredicenne di Trescore ai femminicidi: le avvisaglie ci sono sempre, ma nessuno interviene. E l'Italia spende sulla salute mentale meno della metà della media G7.
Voleva uccidere, oltre alla professoressa di francese, anche i genitori. È questo che avrebbe confessato il ragazzino tredicenne che a Trescore, fortunatamente, non ha ucciso nessuno, ma “solo” ferito la sua insegnante.
Si può inorridire per questa premeditazione oppure inquietarsi, e riflettere, che ogniqualvolta accade un grave fatto di cronaca, si scopre sempre che c’erano state le avvisaglie, ma che erano state ignorate.
Così sta accadendo per il tredicenne accoltellatore. Così è accaduto per lo studente genovese, appena maggiorenne, che un coetaneo aveva accoltellato. Così è accaduto per l’uomo che una donna ha ucciso nell’iconica Gae Aulenti di Milano e così accade per ogni femminicidio.
Si dice raptus, ma di raptus non ha sostanzialmente nulla.
Il tredicenne si scopre che ne aveva già fatte una più di Bertoldo; il maggiorenne aveva già minacciato; l’assassino milanese era già finito nei guai per…



