Noi siamo i buoni, per Dio!
La guerra in Iran continua: noi, i liberatori, contro di loro, gli oppressori. Nel frattempo bombardiamo oppressori e oppressi.
Come è fatto un iraniano e come un’iraniana? Come sono fatti i nostri nuovi nemici?
Alti? Bassi? Brutti? Beh, brutti lo sono sicuramente, altrimenti che nemici sarebbero?
Sono tutti cattivi o sono cattivi solo alcuni? E questi alcuni come li si riconosce?
Vi ricordate dopo le Torri Gemelle? Beh, allora era facilissimo: c’eravamo noi e loro. Loro erano quelli di quel colore lì e comunque devoti a La Mecca!
Adesso invece è un po’ più difficile perché tra di loro ci sono i cattivi, che sono gli oppressori del loro stesso popolo.
Insomma sono tutti uguali, ma alcuni sono cattivi e altri non lo sono.
Sono buoni? Beh, non esageriamo. I buoni veri siamo noi. Noi che li abbiamo aggrediti. Bombardati. Nel dubbio abbiamo pure distrutto una scuola elementare piena di bambine. Un centinaio. Buone o cattive è difficile dirlo.
Però sia chiaro noi siamo i buoni. Da cosa lo possono capire loro, gli iraniani, che noi siamo i buoni?
Facile siamo quelli che li stanno liberando, bombardandoli. Più buoni di così si muore. Cioè muoiono loro, s’intende.


