Morto un Khamenei se ne fa un altro.
È il figlio prediletto di Khamenei la nuova Guida Suprema. Abbiamo vinto! Più o meno...
Dopo Khamenei ci sarà Khamenei, a quanto pare. Un vero e proprio cambio di regime. Passato dalle mani del padre a quelle del figlio… del figlio prediletto.
Persino Donald Trump si è accorto che è un nome che è davvero complicato presentare come nuovo, come incarnazione del rinnovamento, della democrazia esportata. Infatti Trump ha subito rivendicato una sorta di ius primae noctis. «Sarò io - dice il Presidente aggressore - a decidere la prossima Guida Suprema».
Mentre aspettiamo di vedere come evolve la situazione, è già propaganda a gogò della nostra stampa che pubblica profili di Khamenei Jr perso tra lusso e perdizione in terra occidentale. Ci manca poco che accusiamo gli iraniani di aver scelto uno moralmente non all’altezza di una teocrazia oppressiva e sanguinaria.
Che fa sorridere due volte, la prima per l’assurdità in sé di pretendere una guida suprema più devota ad una visione retrograda del mondo. La seconda perché alla luce del curriculum morale di Donald Trump il giovane Khamenei sembra un sant’uomo. Siamo, insomma, al solito bue che dà del cornuto all’asino. Ma a noi piace così.
Nel frattempo continuano a piovere missili, quasi tutti in terra iraniana, che però non fanno morti. O almeno si continua a non parlarne e quando se ne parla non è mai per colpa dei missili occidentali.
Per noi continua a essere una guerra da videogioco e infatti ci occupiamo di altro. I costi della guerra sono il tema prediletto. Cioè quanto ci costa. Ma nessuno dei nostri coraggiosi cronisti economici ricorda ai propri lettori chi ha innescato la guerra.
Starebbe brutto dire che Trump e Netanyahu hanno provocato una guerra che ora paghiamo tutti. Non pagheremo: già paghiamo. Come sarebbe brutto ricordare ogni santo giorno che USA e Israele hanno violato qualsiasi norma del diritto internazionale.
Sottigliezze da azzeccagarbugli, bisogna badare alla sostanza. E la sostanza è che noi stiamo con il popolo iraniano oppresso e, noi italiani più di altri, sappiamo che liberare un popolo da una dittatura non ha e non deve aver prezzo.
Quindi, costi quel che costi, le iraniane e gli iraniani vanno liberati. E liberati li abbiamo. Li abbiamo liberati da Khamenei… cioè più o meno.



Sì noi italiani sappiamo come disfarci di una dittatura, magari solo dopo 20 anni.