Minneapolis chiama e la sola domanda da porsi è: Milano saprà rispondere?
È notizia delle scorse ore che i pretoriani dell’ICE, gli agenti anti-immigrati di Donald Trump, saranno a Milano, incaricati della sicurezza degli atleti statunitensi, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina di prossima apertura.
Quelli dell’ICE sono quei tizi in divisa già famosi per aver arrestato bambini, per aver dato sfogo a qualsiasi illegale violenza e per aver ammazzato Renée Good, una donna inoffensiva e indifesa, il 7 gennaio scorso a Minneapolis.
Per questo motivo, le strade di Minneapolis si sono riempite di persone che, per dirla con un eufemismo, han fatto capire ai loschi agenti dell’ICE, ovvero dell’Immigration and Customs Enforcement, che non sono graditi. Che non sono graditi loro e che neppure è gradito il loro mandante: Donald Trump.
Per tutta risposta, gli uomini dell’ICE hanno ammazzato ancora, hanno ammazzato uno dei manifestanti. Un uomo di 37 anni.
Adesso tocca a Milano, cioè ai suoi abitanti, decidere se mandare o meno il medesimo messaggio sia ai violenti energumeni dell’ICE, sia, per vece loro, a Donald Trump.
Milano è città medaglia d’oro della Resistenza, vedremo nei prossimi giorni quanto è rimasto di quella medaglia, quanto è rimasto di quella Milano, quanto è rimasto di quelle eroiche e di quegli eroici milanesi.




