Matteo Salvini si deve dimettere
Ormai non si contano più le giravolte e i dietro-front di Matteo Salvini, la sua credibilità è sotto zero e, con la sua, la nostra.
Sparare, metaforicamente, su Matteo Salvini è ormai come sparare sulla Croce Rossa. Anzi peggio.
Lo è a tal punto che sarebbe stupefacente scoprire che il vice di Giorgia Meloni, per una volta, avesse detto una cosa vera, una cosa non smentita dai fatti poche ore dopo.
Invece: niente. Roba che se Matteo dicesse «prendete l’ombrello», tutti lo lasceremmo a casa certi che ci aspetterebbe una giornata di sicuro sole.
E fin qui oltre a qualche sonora presa per i fondelli, non avrebbe molto senso andare… se non che, lo ripeto, Matteo è il vice di Giorgia.
Non lo è per modo di dire, è proprio vice presidente del consiglio dei ministri. La sua credibilità è credibilità del nostro paese.
Nel senso che se sei ministro e secondo in grado di un governo, ci si aspetta che prima di aprire bocca, sulla qualunque, tu alzi il telefono e chiami qualcuno che ne sa e prendi nota.
Per dire, prima di dire che un poliziotto è vittima della magistratura, fai due chiamate e magari scopri che esiste un dubbio fondato che l’agente sia corrotto e che abbia giustiziato un pusher reticente a dargli la settimanale mazzetta.
Invece nulla: Matteo nulla sa e tutto dice. Con il ragionevole dubbio che così agisca l’intero governo. Viceversa ci si aspetterebbe che qualcuno gli abbia detto: «Matté guarda che qui stai calpestando una cacca» e che quello stesso qualcuno adesso gli dica «Matté guarda che ora sei nella cacca fino al collo».
Matteo Salvini dovrebbe dimettersi, lo dovrebbero far dimettere i suoi, dovrebbe essere allontanato da ogni stanza dei bottoni per manifesta incapacità e mendacia indefessa. L’opposizione dovrebbe pretenderlo, Giorgia Meloni pure.



