L'Italia USA e getta
Rubio chiama Tajani ed è fioccar di rivelazioni
Lodati in quanto leccaculo e, dal momento che Antonio Tajani manco si vergogna della telefonata avuta con Marco Rubio, ne andiamo pure così fieri da distribuire resoconti alle agenzie stampa nazionali. Povera Italia.
È andata così: il segretario di Stato statunitense ha chiamato il responsabile degli Esteri del governo di Giorgia Meloni e, ohibò, si sono parlati per un quarto d’ora… in spagnolo. «Hola Antonio». «Hola Marco».
Cosa si sono detti? Diverse cose tra le quali la sola interessante è il ringraziamento di Tajani alla Casa Bianca per la liberazione di Alberto Trentini (ma non era stato liberato dalla Farnesina? Lasciamo stare).
Poi la “bomba”, cioè il ringraziamento di Marco Rubio ad Antonio Tajani per non mandare - gli altri europei lo faranno e gli USA hanno promesso sanzioni economiche - soldati in Groenlandia.
Il nostro ministro della Difesa Guido Crosetto aveva giustificato il mancato invio con il fatto che mandare due dozzine di soldati sembrava una barzelletta, in realtà era un segnale a Donald Trump su con chi sta l’Italia e Trump ha prontamente ringraziato.
Che vergogna e la cosa che fa più male è che tutto questo - almeno a chi ha una certa età - fa rimpiangere il Craxi di Sigonella e persino la politica estera di Giulio Andreotti.
Temevamo di morire democristiani, rischiamo di morire fascisti leccaculo. A questo giro degli Stati Uniti… a questo giro.
Diario Quotidiano - giorno 18, anno VI




Infatti avevo paura di morire democristiano, ora vista l’età, non so cosa mi aspetta, pazienza, ma per i nostri figli e nipoti mi girano i cosi detti. Craxi ( mamma mia) però almeno non si è fatto pisciare in testa dagli americani.