Liberati e liberatori
Fuori di retorica: siamo stati tutti liberati dal nazifascismo. Lo dice la Storia.
Lo so che ci piacerebbe dire che ci siamo liberati dal nazifascismo, ma nella realtà ci hanno liberati.
E non mi sto riferendo all’eterno dibattito se siano stati i partigiani o gli Alleati, ma al fatto che escluso quel pugno di sopravvissuti all’età che inesorabile avanza, noi tutti la guerra di liberazione non abbiamo combattuto. Siamo insomma nati dopo.
Dire che ci siamo liberati è quindi come dire che abbiamo vinto i Mondiali. Eccetto i dodici che in mutande tirano calci a una palla, tutti gli altri al più hanno assistito a una vittoria.
Con la Liberazione va così: noi tutti ne siamo spettatori postumi. Siamo, nella migliore delle ipotesi, i figli, i nipoti, i pronipoti dei liberatori.
Nella peggiore: i figli, i nipoti, i pronipoti degli oppressori.
Nella stragrande maggioranza dei casi: i figli, i nipoti, i pronipoti di quelli che non hanno fatto nulla.
Le colpe e i meriti dei padri, sia chiaro, non sono, non possono, non debbono diventare quelle dei figli e figuriamoci quelle dei nipoti e dei pronipoti.
Noi che siamo venuti dopo abbiamo solo una possibilità che è quella di conoscere la Storia, imparare dalla Storia, decidere da che parte stare oggi, non ieri.
Della Liberazione abbiamo una sola enorme eredità: la Costituzione antifascista.
Che è figlia di una mediazione tra i partiti popolari usciti vincenti dalla guerra civile.
Negli anni ci sono stati diversi attacchi: alcuni riusciti, altri no.
Non solo alla Carta in sé, bensì soprattutto alla filosofia che essa sottende: la rappresentanza parlamentare proporzionale del popolo italiano.
Si è preferito e si sta sempre più preferendo frustrare la rappresentanza in nome di una presunta governabilità, che poi è l’alibi di tutte le dittature e delle monarchie: la stabilità.
Leggete la Costituzione e vedrete che è nei fatti una grande incompiuta, che da programma di attuazione della Liberazione è diventata libro dei sogni.
Essere oggi partigiani è quel sogno antifascista realizzare. Tutto il resto è rumore degli indifferenti.



