Liberati e liberatori
Fuori di retorica: siamo stati tutti liberati dal nazifascismo. Lo dice la Storia.
Lo so che ci piacerebbe dire che ci siamo liberati dal nazifascismo, ma nella realtà ci hanno liberati.
E non mi sto riferendo all’eterno dibattito se siano stati i partigiani o gli Alleati, ma al fatto che escluso quel pugno di sopravvissuti all’età che inesorabile avanza, noi tutti la guerra di liberazione non abbiamo combattuto. Siamo insomma nati dopo.
Dire che ci siamo liberati è quindi come dire che abbiamo vinto i Mondiali. Eccetto i dodici che in mutande tirano calci a una palla, tutti gli altri al più hanno assistito a una vittoria.
Con la Liberazione va così: noi tutti ne siamo spettatori postumi. Siamo, nella migliore delle ipotesi, i figli, i nipoti, i pronipoti dei liberatori.
Nella peggiore: i figli, i nipoti, i pronipoti degli oppressori.
Nella stragrande maggioranza dei casi: i figli, i nipoti, i pronipoti di quelli che non hanno fatto nulla.
Le colpe e i meriti dei padri, sia chiaro, non sono, non possono, non debbono diventare quelle dei figli e figuriamoci quelle dei nipo…



