Leonka VS Casa Pound
Sgomberato a Milano il Centro Sociale Leoncavallo: la solita merdata ferragostana
Alla notizia dello sgombero del Centro Sociale Leoncavallo di Milano, mi è subito venuto in mente il titolo di un film di PIF: «La mafia uccide solo d’estate».
Sia ben inteso, la mafia non c’entra nulla nello sgombero del Leonka, ma la logica dell’intervento dello Stato - del Comune no visto che il sindaco di Milano è stato scavalcato e neppure informato - è la medesima: quel che accade durante le vacanze, quando la città è “disabitata”, a settembre è già evento remoto.
Dirò di più, d’estate anche la vigilanza democratica un po’ va in vacanza. È così: le merdate a Milano è meglio farle nel periodo di Ferragosto.
Tra i tanti commenti idioti ha brillato quello di Matteo Salvini, non tanto per i contenuti, che neppure riporto, ma perché di quel centro sociale è stato frequentatore. Che non è una grande medaglia per il Leoncavallo, ma così è.
E proprio in quanto ex frequentatore sa cos’è il Leonka: è un’anima sociale, politica, economica e culturale della città. Da lì sono passati in tanti - famosi, non famosi, saranno famosi - con i più vari progetti culturali che là venivano ospitati ed altrove no.
È per questo che ho trovato riduttivo il parallelo con la vergogna di Casa Pound. La frase che ho sentito eccheggiare: “… e Casa Pound allora?”.
Casa Pound è un covo di fascisti e visto che la cultura fascista non esiste, è un covo di fascisti e basta. Che poi è il motivo per il quale non viene toccata da questo governo nero con il fuoco fatuo missino nel cuore e nel simbolo del partito di maggioranza.
Anche se avessero sgomberato prima Casa Pound, lo sgombero del Leonka sarebbe stato quello che è: una schifezza di quelle che accadono solo d’estate.




