Il fantasma rosso di San Barnaba
Un Cristo velato, una chiesa che chiude e il racconto di chi ha visto l'orrore tra Hutu e Tutsi. Cronaca di una mattinata sospesa.
La strada dell’ospedale ha due marciapiedi. Uno è largo: c’è edicola, bar, fioraio. L’altro è stretto, tanto che ci si fa fatica a passare in due. I più prendono quest’ultimo. Chi per aggiungere spazio tra sé e la malattia che si è lasciato alle spalle, chi per rimandare il doverla affrontare.
La donna con il passeggino ferma la mia fuga. Per farla passare sono obbligato a entrare nel vestibolo della chiesa, che lì è d’angolo. La neomamma passa. Riprendo la via, ma solo per qualche falcata. Non sono mai entrato a San Barnaba, ma ne ho così tanto sentito parlare che è come se ci fossi sempre stato.
Ritorno sui miei passi e cerco di scorgere un segno d’ingresso nelle porte laterali, sbagliando tutto. Qui si accede infilandosi nel grande portale principale.
È vuota come del resto mi aspettavo. Un vecchio prete sta entrando nel confessionale, incerto. Forse vuol capire se ho bisogno del sacramento. Mi affretto a sedermi su una delle panche.
Alcune pers…



