Le guerre dei nostri bambini
Avevamo immaginato tutto un altro mondo per i nostri figli, poi abbiamo lasciato che accadesse tutt'altro.
La bambina piange. Inconsolabile. Aspetto che i singhiozzi lascino spazio all’aria e poi l’aria alle parole. All’inizio non capisco proprio di cosa stia parlando, poi briciola dopo briciola riesco a seguirne il filo.
Ha appena saputo che non andrà in vacanza. Detto così sembra un capriccio da ricchi. Ma la vacanza è Marocco. È la nonna. I cugini. Gli zii. Dice guerra. Non quella combattuta. I nostri bambini sono dei privilegiati, le bombe le vedono esplodere solo su schermi di smartphone o di gigantesche televisioni.
Sono gli effetti del conflitto che ora cominciano a toccarli. Lei non andrà in vacanza. Non dice altro. I puntini non sono abbastanza per unirli tutti . Non so se sia che la crisi morde gli stipendi. Non so se siano i voli che o costano troppo o vengono cancellati. Non so se sia la sana cautela familiare che convenga avere un Mediterraneo a separare la figlia da ogni improbabile, però non impossibile, conflitto.
Generazioni sfortunate quelle di questo millennio. Al contrario di noi vecchietti che abbiamo vissuto nell’illusione della guerra bandita, si sono trovati ogni sfiga possibile. E sempre come vittime.
La pandemia li ha visti inconsapevoli spettatori della morte di generazioni alle loro precedenti. Sostanzialmente untori ai quali, per cautelativo confinamento, è stata negata l’infanzia sociale.
La guerra ora vede loro negata l’idea di pace. Sono cresciuti tra una guerra e un’altra. Potranno raccontare, non un gran privilegio, di quando la guerra portava ondate di milioni di profughi dall’Ucraina, di quando la guerra uccideva decine di migliaia di bambini a Gaza, di quando la guerra rendeva gli spostamenti - ma anche la spesa quotidiana - roba da ricchi.
Se fate mente locale, vi accorgerete che è un cambio di paradigma. Lo è per noi Occidentali. La guerra e la fame sono “privilegio” antico di altre terre e spesso per nostra responsabilità.
Ma tornando ai bambini, bambini e adolescenti di oggi, è incredibile quanto la loro vita sia diversa dalla nostra che li abbiamo messi al mondo, ma ancor di più quanto sia diversa dalla vita che per loro avevamo immaginato.
Ovviamente non è capitato, lo abbiamo lasciato accadere perché troppo distratti dal nostro benessere, perché troppo ciechi alle sofferenze degli altri mondi, perché irresponsabilmente ignoranti di quel che poteva succedere. Che poi puntualmente è accaduto, rendendo i nostri figli, della vita vera, molto meno ignoranti di noi.



