L'assurda modernità dell'omicidio di La Spezia
Al Chiodi di La Spezia un assassinio a colpi di social e AI
Quindi siamo al primo omicidio per “colpa” dell’intelligenza artificiale?
Se confermato dall’omicida, l’immagine che ha mosso la mano, armata di coltello, che ha ucciso a scuola lo studente diciannovenne del Chiodo di La Spezia sarebbe una foto creata dall’intelligenza artificiale.
Un immortalato abbraccio tra la ragazza dell’assassino e la vittima che nella realtà mai ci sarebbe stato. Un immortalato abbraccio viralizzato nei social e nelle chat dei compagni di scuola.
Ovviamente l’intelligenza artificiale non avrebbe alcuna responsabilità, ma l’uso - goliardico? - che qualcuno ne ha fatto.
Anche se ovviamente questa circostanza mai e poi mai potrebbe giustificare neppure lontanamente un assassinio, quel che resta è che un’immagine falsa - ma assai verosimile - è rimbalzata sui canali sociali ed è scoppiata la scintilla omicida.
Nulla di nuovo, umanamente parlando: la dinamica classica del pettegolezzo velenoso di un qualche invidioso. Ma nuovissimo negli strumenti usati per confezionarlo.
Non un “ho visto”, ma un “guarda”.
Finora avevamo assistito a dinamiche di manipolazione dell’opinione pubblica, per far votare tizio e far passare la tale fake news, ora è quanto mai evidente che con il mix intelligenza artificiale e social si può andare ben oltre.
Questo non colpevolizza la tecnologia, ma, al solito, l’uso che ne facciamo e rende inquietantemente lampante una controdeduttiva verità: quel che vediamo non è certo che sia vero.
Come difenderci da tutto questo? Con la consapevolezza che questo è. Con la consapevolezza che la foto degli asini che volano non è la prova che gli asini volino, ma più semplicemente che qualcuno ce lo vuol far credere.
Diario Quotidiano - giorno 22, anno VI
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