L’armata Branca-Meloni
Pronti a partecipare la guerra del petrolio per fare la pace. La guerra con l'Iran, la pace con Donald Trump. Parola di Guido Crosetto.
La guerra Stati Uniti - Iran è scoppiata per il controllo del petrolio e l’Italia non è scesa subito in guerra com’era stato chiesto informalmente da Donald Trump a Giorgia Meloni per colpa della Costituzione.
È questo in estrema sintesi il contenuto, quello vero, dell’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera da Guido Crosetto, il nostro ministro della guerra travestito da ministro della difesa.
Difesa e guerra non sono la stessa cosa. Guerra è sempre: sia quando attacchi che quando rispondi a un’aggressione. Difesa è solo quando, appunto, ti difendi.
L’Italia, è noto, per via della Carta costituzionale e di quel suo articolo 11, la guerra ripudia e Trump in guerra ci aveva chiesto di andare. C’era il sospetto, ora abbiamo la conferma di Crosetto, che queste parole ha usato:
«Quando Trump ci ha chiesto, non formalmente, di scendere in guerra al loro fianco contro l’Iran, il tema non è stato Meloni. È che l’Italia non può scendere in guerra con nessuno, lo dice la Costituzione».
Concetto che il nostro ha poi ribadito agganciandosi al no italiano all’uso di Sigonella: «Gli americani - ha detto il nostro ministro - sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispettare. E sanno che se abbiamo detto no è stato perché non potevamo dire di sì». Tradotto: volevamo, ma non potevamo.
Monica Guerzoni, che è la cronista del giornale di via Solferino, ha quindi chiesto per quale motivo è iniziata questa guerra. E Crosetto non ha avuto tentennamenti e così ha spiegato:
«Nella visione [ndr: di Donald Trump] di America First, l’Iran è uno dei più grandi produttori di petrolio e quindi è un asset cruciale che gioca un ruolo fondamentale nella prospettiva dello scontro con la Cina. La potenza dominante cerca nell’energia un vantaggio sulla potenza emergente, con cui ha perso la sfida su materie prime e terre rare».
Gli ingenui possono pensare che Guido Crosetto avesse bevuto o fumato o che abbia voluto provare un qualche stupefacente che lo abbia indotto a sensazionali rivelazioni. In realtà a lui è toccato il ruolo di colomba e la sua intervista va vista per quel che è, per un ramoscello di pace a Donald Trump.
Ramoscello con regalo, il seguente: siamo pronti a intervenire a Hormuz anche senza via libera dell’ONU. Lo faremo appena il Parlamento darà l’ok alla missione e chi ha la maggioranza a Camera e Senato è noto. Il presidente degli Stati Uniti ora lo sa, stiamo arrivando… più o meno.
Branca branca branca… melon melon melon.



