Diario Quotidiano di William Beccaro
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L’armata Branca-Meloni
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L’armata Branca-Meloni

Pronti a partecipare la guerra del petrolio per fare la pace. La guerra con l'Iran, la pace con Donald Trump. Parola di Guido Crosetto.

La guerra Stati Uniti - Iran è scoppiata per il controllo del petrolio e l’Italia non è scesa subito in guerra com’era stato chiesto informalmente da Donald Trump a Giorgia Meloni per colpa della Costituzione.

È questo in estrema sintesi il contenuto, quello vero, dell’intervista rilasciata ieri al Corriere della Sera da Guido Crosetto, il nostro ministro della guerra travestito da ministro della difesa.

Difesa e guerra non sono la stessa cosa. Guerra è sempre: sia quando attacchi che quando rispondi a un’aggressione. Difesa è solo quando, appunto, ti difendi.

L’Italia, è noto, per via della Carta costituzionale e di quel suo articolo 11, la guerra ripudia e Trump in guerra ci aveva chiesto di andare. C’era il sospetto, ora abbiamo la conferma di Crosetto, che queste parole ha usato:

«Quando Trump ci ha chie­sto, non for­mal­mente, di scen­dere in guerra al loro fianco con­tro l’Iran, il tema non è stato Meloni. È che l’Ita­lia non può scen­dere in guerra con nes­suno, lo dice la Costi­tu­zione».

Concetto che il nostro ha poi ribadito agganciandosi al no italiano all’uso di Sigonella: «Gli ame­ri­cani - ha detto il nostro ministro - sono i primi a sapere quali siano le regole e a volerle rispet­tare. E sanno che se abbiamo detto no è stato per­ché non pote­vamo dire di sì». Tradotto: volevamo, ma non potevamo.

Monica Guerzoni, che è la cronista del giornale di via Solferino, ha quindi chiesto per quale motivo è iniziata questa guerra. E Crosetto non ha avuto tentennamenti e così ha spiegato:

«Nella visione [ndr: di Donald Trump] di Ame­rica First, l’Iran è uno dei più grandi pro­dut­tori di petro­lio e quindi è un asset cru­ciale che gioca un ruolo fon­da­men­tale nella pro­spet­tiva dello scon­tro con la Cina. La potenza domi­nante cerca nell’ener­gia un van­tag­gio sulla potenza emer­gente, con cui ha perso la sfida su mate­rie prime e terre rare».

Gli ingenui possono pensare che Guido Crosetto avesse bevuto o fumato o che abbia voluto provare un qualche stupefacente che lo abbia indotto a sensazionali rivelazioni. In realtà a lui è toccato il ruolo di colomba e la sua intervista va vista per quel che è, per un ramoscello di pace a Donald Trump.

Ramoscello con regalo, il seguente: siamo pronti a intervenire a Hormuz anche senza via libera dell’ONU. Lo faremo appena il Parlamento darà l’ok alla missione e chi ha la maggioranza a Camera e Senato è noto. Il presidente degli Stati Uniti ora lo sa, stiamo arrivando… più o meno.

Branca branca branca… melon melon melon.

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Assolutamente, procediamo.