L'antipapa
Se Donald Trump insulta il Papa e ignora l'Italia, significa che l'unica vera sovranità rimasta a Roma parla latino e non ha paura di Washington.
Donald Trump è riuscito a segnare un nuovo record: il primo presidente statunitense a prendersela con un Papa.
Che di per sé non è neppure una gran novità. Potere temporale e potere spirituale se ne sono spesso date di santa ragione. Filippo il Bello, per esempio, mandò ad arrestare Bonifacio VIII ad Anagni. L’incarico era stato affidato a Sciarra Colonna che, nell’ardore del momento, schiaffeggiò il Pontefice… con un guanto di ferro.
Trump per ora non ha schiaffeggiato Leone XIV, ma, visto quel che gli ha detto, forse sarebbe stato meglio. «Leone - ha vomitato il Presidente statunitense - dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico. Questo lo sta danneggiando molto e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la Chiesa cattolica!».
Un azzardo non indifferente per uno in così avanzata età, ché poi metti il caso che Dio esista davvero… saranno cavoli amari.
Però, se posso dire, quel che mi ha davvero infastidito, come laico e come italiano, è che Trump se la sia presa con la Roma vaticana e non con la Roma italiana. Mi spiego: quel che mi fa molto pensare è che il Biondo della Casa Bianca abbia attaccato - per ora solo verbalmente - la Chiesa e non l’Italia.
Roba che fa sembrare che il nostro Paese e con esso l’Europa siano stati e siano acquiescenti a ogni volere bellico di Washington. A ogni follia armata degli Stati Uniti.
Ecco, questo sì che mi dà fastidio, tanto fastidio! E un po’ - lo ammetto - mi fa invidiare i cittadini del Vaticano, che, al contrario di noi italiani, possono dire di avere il passaporto di un Paese che a Trump le ha suonate di brutto, così di brutto da farlo incazzare.
Un po’ come ha fatto la Spagna, la per davvero cattolicissima Spagna.


