L'anno scatenato di Donald Trump
Un anno di Donald Trump. Lo so, sembra una vita, ma sono “solo” dodici mesi che è ridiventato presidente degli Stati Uniti.
Un anno durante il quale è accaduto di tutto, ma proprio di tutto, tranne quello che il candidato Trump aveva promesso in campagna elettorale.
Non lo dico io, lo dicono i sondaggi, secondo i quali - ma sarà da verificare nelle elezioni di medio termine - Donald non piace più a tanti suoi concittadini.
Quindi potrebbe essere che tempo un anno e l’anatra zoppa - cioè Trump - sarà senza maggioranza parlamentare.
Il problema è che un anno è lungo come quello appena passato e nella tradizione statunitense, i presidenti deboli per riconquistare voti fanno scoppiare una guerra.
Detta altrimenti: l’anno che abbiamo alle spalle potrebbe rivelarsi una passeggiata rispetto a quello a venire.
Ora potremmo anche pensare, dalla lontana Italia, «chissenefrega» e così sarebbe se Donald non fosse il padrino e il protettore di Giorgia Meloni.
Questo comporta due conseguenze. La prima è che se gli USA faranno una cazzata noi saremo a loro solidali - così come è stato durante tutto quest’anno trumpiano.
La seconda è che, come dicevano i latini: “simul stabunt, simul cadent”… cioè che se Donald perderà il voto del 3 novembre 2026, nel 2027 a Giorgia difficilmente andrà meglio.
Insomma: buon anno.
Diario Quotidiano - giorno 20, anno VI



