La non-guerra all'Iran
In Parlamento Giorgia Meloni cincischia e alla fin fine ognuno capisce quel che vuole. Neppure l'Iran sa se siamo in guerra.
Quindi siamo in guerra, ma non siamo in guerra. Lo so, detta così è un bel casino, ma questo ha spiegato al Parlamento Giorgia Meloni.
In pratica non siamo in guerra, perché la guerra non l’abbiamo dichiarata a nessuno, ma siamo in guerra perché siamo parte di un’alleanza che in guerra c’è eccome. Anzi peggio: che la guerra ha provocato.
Lo so quest’ultima cosa non avrei dovuto scriverla, perché ce ne siamo già dimenticati. A questo giro siamo noi i cattivi. Abbiamo violato il diritto internazionale, abbiamo aggredito un paese… ma tutto questo è nulla rispetto alla verità più scomoda e terribile: ogni giorno stiamo ammazzando gente.
Brutta gente? Forse talvolta, per esempio abbiamo bombardato una scuola elementare e ucciso poco meno di duecento bambine. Va beh, capita.
Ma tornando a noi, questo essere in guerra senza esserlo, ha una conseguenza pratica: se non siamo in guerra, non possiamo fare la pace.
Che poi è l’emblema di tutta questa situazione: è il nostro essere insignificanti gregari. Pedine di una partita di altri.
La Costituzione italiana, al primo articolo, sancisce che la sovranità appartiene al popolo, effettivamente non specifica a quale popolo… dando per scontato quello italiano.
Questa guerra ci dice a chiare lettere che siamo un paese a sovranità limitata. E con il governo di Giorgia Meloni siamo un mansueto paese a sovranità limitata. Governo sovranista, ops.


