La Lega non abita più a Milano
Duomo semivuota per Salvini (1.500 presenze), idranti su antagonisti: cortei pro-accoglienza riempiono le vie milanesi.
La Lega non abita più a Milano.
È questo che emerge dalla manifestazione convocata da Matteo Salvini all’ombra della Madonnina: Piazza del Duomo è rimasta vuota.
Ma vuota per davvero, tant’è che i piccioni sono restati a banchettare sul sagrato della cattedrale. Come al solito loro.
Un brutto passo falso per Matteo che ha plasticamente mostrato la propria inconsistenza politica. E come non bastasse: lo ha fatto a casa sua, nella capitale economica d’Italia.
Sia ben chiaro però che tramontato è Salvini, non le sue razziste e suprematiste istanze. Quelle ci sono ancora tutte e sono politica di governo.
Prova ne sia che in questo tempo di emergenze geopolitiche (leggi guerra in Medio Oriente e in Ucraina) ed economiche (vedi Stretto di Hormuz e crisi petrolifera), l’esecutivo ha trovato il tempo di farne un’altra delle sue: ha introdotto, nel Decreto Legge Sicurezza di prossimissima approvazione, un incentivo economico, 615 euro, all’avvocato che convinca il proprio assistito ad aderire al “rimpatrio volontario”. In pratica ai legali viene chiesto, invece che consigliare i propri assistiti, di trasformarsi in venditori della remigrazione.
Contemporaneamente alla manifestazione di Matteo Salvini, a Milano ce ne era una di senso contrario. Questa era assai partecipata… e non dai tubanti piccioni.


