La guerra è dei ragazzini
Dalla classe di scuola alla classe di leva: il costo umano della Terza Guerra Mondiale tra tagli ai servizi e giovani al fronte.
Mio figlio ha 17 anni. E voi sicuramente avete un figlio o una figlia, un nipote o una nipote, un amico e un’amica che è in quell’età lì.
Quando mi hanno chiamato alla leva, si chiamava: “classe”. Proprio come quella piena di banchi da cui arrivavo per andare a fare i “tre giorni”. Ma “classe”, per chi finisce in divisa, significa che hai lo stesso anno di nascita dei tuoi commilitoni.
Ecco, io, da padre e non solo, sono stanco che si continui a parlare di guerra imminente come se fosse una categoria filosofica e non la morte di persone. Spesso di ragazzini e ragazzine diventati donne e uomini.
Noi si blatera e se la guerra non ci arriva in casa, se siamo noi ad andarla a stanare, beh sono proprio i ragazzini e le ragazzine che mandiamo a combatterla.
Gli antichi romani hanno definito il concetto di “guerra giusta”. La si poteva fare solo se era giusta, altrimenti s’incazzavano gli dei. Perché la guerra non era, appunto, una categoria metafisica.
Quando andarono a ch…




