La destra, che ha usato da subito il caso di Rogoredo, accusa la sinistra di usare il caso di Rogoredo.
A Rogoredo è morto un uomo per mano di un corrotto agente di polizia. Ogni altra narrazione è propaganda.
«La sinistra usa il caso del poliziotto corrotto di Rogoredo per fare propaganda elettorale».
A questo siamo, l’assenza di argomenti porta la destra di governo a trasformare le sue paure in paradossi retorici.
Alla voce paure possiamo metterci da quella di perdere anche il Referendum Costituzionale sulla cosiddetta riforma della giustizia al perdere la maggioranza elettorale alla luce del generalizzato abbassamento della qualità della vita nel Paese in questi anni di governo Meloni.
Ma quel che colpisce è il paradosso, laddove non è stata l’opposizione a usare il caso del poliziotto, ma, finché era vendibile come il povero agente minacciato di morte (con una pistola giocattolo) da uno spacciatore, è stato il governo a usarlo.
Poi si è scoperto che il poliziotto era «una mela marcia» e a scoprirlo è stata la magistratura indipendente.
Casino totale: i magistrati sono parsi meno cattivi e i poliziotti meno buoni.
In tutto questo grande amnesia per il vero fatto. Un uomo è stato ammazzato da un poliziotto, che ora sappiamo che tutti sapevano marcio, e nessuno, come per prassi di civiltà, sta dicendo: «è morto un uomo, silenzio».



