La Chiesa ripudia la guerra
Leone XIV urla la pace. La urla in faccia a Trump malato di delirio di onnipotenza, la urla contro chi giustifica la guerra nel nome di Dio. La urla, come Francesco, inascoltato.
Dov’è il Papa? Nel senso: dove è finito sui giornali?
Cercate, cercate che magari trovate da qualche parte quel che ha detto ovvero «fermare il delirio di onnipotenza» ovvero «ripudiare la guerra» ovvero «non usare il nome di Dio per giustificare la guerra».
Con chi ce l’ha il Santo Pontefice? Credo non occorra neppure fare un disegnino. Ma siccome qualcuno potrebbe essersi distratto: ce l’ha con Donald Trump e il suo patologico delirio di onnipotenza, ce l’ha con la Casa Bianca e il riempirsi la bocca di “God bless the United States of America” a benedizione di ogni bomba sganciata.
Qualcuno ha osservato che potrebbe avercela pure con Benjamin Netanyahu e Khamenei jr, ma qui la questione si fa un po’ più scivolosa: non tanto perché si rischia di scivolare in religioni altrui, non tanto perché uno è aggressore e l’altro aggredito, bensì perché è ormai difficile capire chi sia tra i due il più invasato religioso.
Quel che impressiona l’osservatore laico e ancor di più quello ateo italiano è quel “ripudiare la guerra”. Parole che paro paro sono nella nostra Costituzione e che ormai, duole ammetterlo, sono pronunciate più ovunque tranne che a Palazzo Chigi, tranne che in Parlamento, tranne che al Quirinale.
Il Leone pare essersi svegliato. Forse, come avveniva ai tempi di Francesco, per leggere parole coraggiose contro la guerra ora ci toccherà tornare a comprare l’Osservatore Romano per leggere quel che il pontefice ha detto… senza doverlo andar a cercare nei trafiletti dei laici nostri quotidiani.



Già, dovremmo cercare nell'Osservatore Romano anziché nei laici e *lerci* quotidiani di regime, dove tutti i dettami della Costituzione Italiana vengono regolarmente accantonati per dar spazio ai folli *dottor Stranamore* del III millennio.