Io stavo e sto con Liliana Segre
Da alcuni giorni Liliana Segre, oltre al solito fuoco parafascista, è investita da "fuoco amico".
E quello che accade ora è che Liliana Segre, fino all’altro giorno, eroina dei due mondi, applaudita ovunque, quasi venerata a sinistra e odiata “solo” dai soliti coglioni neofascisti, neonazisti, postfascisti, viene messa sul banco degli imputati per un’intervista rilasciata a La Repubblica e che La Repubblica ha titolato così:
“Segre: «Ma quella parola è troppo carica d’odio e viene usata per vendetta»”.
A leggere le critiche alla senatrice a vita sembra proprio, ma proprio tanto, che così come troppi che parlano della presa di posizione di David Grossman non hanno letto per intero l’intervista in cui il primo agosto parlava di “genocidio”, così troppi non abbiano letto, per intero, l’intervista del 2 agosto in cui Liliana Segre ha espresso le sue paure.
Per punti, che cosa ha detto Segre?
1 - «Quello di Grossman è un ammonimento giusto perché, quando si arriva ad affamare una popolazione il rischio di arrivare all’indicibile esiste. Ed è veramente straziante per me vedere Israele sprof…




