La domanda che ogni insegnante si sta facendo
Dopo l’accoltellamento della prof di francese da parte di un allievo tredicenne, tanti colleghi si interrogano sul fallimento educativo. Perché il metal detector non è la soluzione.
Cosa c’è di sbagliato nella scuola? È la domanda che - vi assicuro - la maggior parte degli insegnanti si sta facendo. È stata la prima reazione alla notizia della collega accoltellata da un ragazzino tredicenne.
Non è scontato e un po’ mi vien da dire che sia profondamente sano che la categoria di lavoratori che ha in carico l’educazione dei nostri bambini e ragazzi si interroghi innanzitutto su quale errore si stia commettendo.
Le aggressioni ai docenti: i dati di un fenomeno crescente
Lo stesso pensiero, insomma, che dovrebbe avere un medico al quale un intervento va male: difficilmente darà la colpa al paziente, con responsabilità si chiederà dove ha sbagliato o più in generale cosa non ha funzionato.
Le aggressioni ai docenti, che sono più o meno cinque al mese, si dividono in due tipologie: la stragrande maggioranza è quella che vede come attori i genitori, una minoranza gli allievi o studenti che dir si voglia.
I docenti ovviamente poco possono con gli adulti, ma a volte con un po’ di ottimismo sono convinti di potere tantissimo con i ragazzi.
Oltre il metal detector: la responsabilità educativa
Tante volte ci riescono, a volte no. E non esiste il motivo, ma ogni caso ha il suo e gli errori educativi si scoprono sempre ex post.
Cosa spinge un ragazzino di tredici anni ad accoltellare una sua insegnante è insondabile. Cosa ha spinto quel ragazzino a pugnalare la sua insegnante forse prima o poi lo sapremo.
Se la scuola media di primo grado dove la docente è stata accoltellata avesse avuto un metal detector forse l’insegnante non sarebbe stata pugnalata a scuola, forse sarebbe stata pugnalata fuori scuola, forse non sarebbe stata pugnalata affatto.
Gli insegnanti però hanno questo strabismo che li porta a guardare più agli allievi che a se stessi e quindi ad avere la consapevolezza che il metal detector sicuramente non avrebbe salvato l’allievo pugnalatore.
Questa è la domanda che la scuola e più ancora la società si dovrebbe fare: come salvare quel ragazzino e quelli a lui simili. Cosa stiamo sbagliando? Cosa non sta funzionando?


