Il tempo non si azzera, ripassa
La lezione degli Aztechi, nel primo giorno del nostro 2026
Odio i bilanci, la visione economicista del nostro vivere. Obiettivi raggiunti. Standard soddisfatti. Aritmetica senza umanità. Però, tra San Silvestro e Capodanno, so bene che ci caschiamo tutti: tiriamo la linea e annotiamo “dare” e “avere”; “fatto” e “non fatto”; “perso” e “guadagnato” o qualsiasi titolo diamo alla partita doppia della nostra esistenza.
La vita è un cammino, nel nostro vedere, da A a B o, se la intendiamo come una scala, un procedere da un punto di partenza - basso - a uno d’arrivo - alto. Sempre, ovviamente, che dalla scala non si cada.
E se la vita, invece, fosse una scala a chiocciola? Vi sembra una boiata, lo so, ma per gli Aztechi - mi perdonino - era proprio così e, detto tra noi, era un po’ meglio il loro sistema.
Quando il 17 dicembre del 1790, durante i lavori di pavimentazione di piazza Zócalo, la principale di Città del Messico, venne alla luce la “Piedra del Sol”, inizialmente si pensò che quel disco di 24 tonnellate fosse un altare per sacrifici. Poi però…




