Il sangue di Chiara Poggi
Chiunque ha provato la morte di un figlio lo racconta come il peggiore dei dolori possibili.
È come un tatuaggio che marchia ogni pensiero, ogni ricordo, ogni momento da quel tragico evento in poi.
Diventa il punto di riferimento di tutto. C’è il prima e c’è il dopo. E il dopo è quasi sempre segnato da un’assenza che talvolta rende la vita invivibile.
È difficile e anche un po’ presuntuoso mettersi nei panni di chi ha provato e sta provando questo dolore.
Ciò però non credo giustifichi in nessun modo la totale assenza di empatia cui stiamo assistendo nell’accanimento mediatico intorno al cosiddetto “delitto di Garlasco”.
Il Corriere della Sera, seguito a ruota da La Repubblica e altre testate nazionali, ha pubblicato le foto delle piastrelle sporche del sangue di Chiara Poggi. Ormai siamo alla pornografia dell’orrore.
Guardatele e ditevi non tanto se sia o no notizia, quanto se fosse il sangue di vostra figlia o figlio in bella mostra su un quotidiano nazionale cosa provereste.
Cosa proveres…



