Il destro di Beppe Sala
Se Beppe Sala fosse stato sindaco di Fratelli d’Italia, di Forza Italia o della Lega di Matteo Salvini, noi, i sinistri, avremmo alzato le barricate in piazza, avremmo chiesto dimissioni immediate, insomma: ci saremmo molto incazzati.
E questo ce lo dobbiamo dire con molta franchezza e con onestà intellettuale.
L’applauso, anzi la standing ovation – come è stata descritta dai cronisti – dei consiglieri comunali di maggioranza al dimissionario assessore all’Urbanistica Tancredi, è surreale e un po’ offensiva per la città.
Tancredi non ha salvato Milano da un bel nulla e il gesto che ha fatto, lo sanno anche i muri, probabilmente è il solo che gli farà evitare provvedimenti restrittivi della libertà personale.
Beppe Sala ha detto delle sue mani pulite, e ci mancherebbe altro che non le avesse pulite, il problema semmai è se è vero che la gestione morbida e lottizzata della commissione paesaggio ha davvero fatto perdere – come ha stimato l’ottimo giornalista Gianni Barbacetto – miliardi alle…




