I russi questa volta siamo noi
L'attacco all'Iran e l'assassinio di Ali Khamenei ci mettono da quella parte lì della Storia, quella degli aggressori.
A questo giro i russi, i Putin, gli aggressori in violazione di ogni diritto internazionale: siamo noi.
Su questo non ci dobbiamo fare sconti. Perché l’attacco all’Iran e l’assassinio dell’ottantaseienne Ali Khamenei non hanno avuto alcun avvallo dell’ONU.
Un’azione di guerra unilaterale che USA e Israele hanno giustificato con la motivazione, almeno ufficiale, di disarmare la Repubblica Islamica. Non permetterle di avere in un futuro non ben definito la bomba nucleare. Fine.
Cambia davvero molto rispetto a quel che dice Vladimir Putin, cioè di aver invaso l’Ucraina perché non diventasse il trampolino di lancio di missili NATO puntati su Mosca?
Attenzione, sia chiaro: non sto giustificando in alcun modo l’invasione russa, sto “solo” sottolineando che giustificare oggi la coppietta della morte Trump-Netanyahu, vuol dire implicitamente giustificare le azioni belliche del sanguinario Vladimir Putin.
Con una differenza rilevante soltanto: la Russia non è una nostra alleata, anzi è un nostro nemico, mentre Stati Uniti e Israele sono decisamente nostri alleati. Tant’è che qualche congegno costruito da Leonardo S.p.A. è probabilmente stato impiegato in questo attacco.
Appunto una differenza non irrilevante, ma anche castrante, perché non ci permette di dire quel che dovremmo in ossequio alla nostra Carta Costituzionale: cioè il ripudio della guerra.
Un ripudio antifascista, assai poco di moda in questo fascistissimo tempo.
La destra nera guidata da Trump accende conflitti come candele in chiesa: questo attacco, ha rivelato Channel 12, era stato programmato da Donald e Bibi a metà febbraio…
…chissà se si erano premurati di avvertire noi alleati, chissà se si erano ricordati di avvertire la loro comune amica Giorgia Meloni.
Se non ne sapeva nulla, è grave per la narrazione imperante che la vorrebbe suggeritrice dei potenti della Terra. Se ne sapeva, è grave per averlo taciuto agli italiani.
Occhio ai sondaggi, non i nostri, quelli statunitensi. Trump è tanto sotto e le elezioni di mezzo termine si avvicinano e si sa che ai presidenti senza popolarità resta la solita carta: la guerra. Lampo, ovviamente.




