Si dovrebbe registrare lo stesso stupore che negli novanta si ebbe alla scoperta che tanti operai votavano la Lega di Umberto Bossi, nello scoprire che il bacino di maggior consenso di Roberto Vannacci sono i ceti bassi e medio-bassi.
Corretta lettura di questo fenomeno ma da parte mia penso che sia soprattutto colpa dei cosiddetti partiti di sinistra che pare non riescano, ormai da anni direi, convincere chi teoricamente dovrebbe votarli, appunto il ceto degli operai, contadini e comunque tutte le persone che fanno molta fatica a mandare avanti una famiglia.
A mio avviso questi partiti hanno parlato, promesso, poi ancora parlato, poi litigato tra loro , si sono divisi e alla fine in molti ( direi troppi ) pensano semplificando, che ci vuole la persona forte e che comandi .
Credo che il punto sia proprio questo. Le persone non cercano soltanto qualcuno che rappresenti la loro condizione economica, cercano anche qualcuno che dia loro un'idea di futuro. Se quella prospettiva manca, è più facile che prevalgano messaggi identitari o di contrapposizione. Per questo, a mio avviso, la sfida non è semplicemente "riconquistare i ceti popolari", ma tornare a costruire un progetto di sviluppo in cui quei ceti possano riconoscersi. Perché, in fondo, le persone non votano solo in base al presente che stanno vivendo, ma anche al futuro che riescono a immaginare.
Corretta lettura di questo fenomeno ma da parte mia penso che sia soprattutto colpa dei cosiddetti partiti di sinistra che pare non riescano, ormai da anni direi, convincere chi teoricamente dovrebbe votarli, appunto il ceto degli operai, contadini e comunque tutte le persone che fanno molta fatica a mandare avanti una famiglia.
A mio avviso questi partiti hanno parlato, promesso, poi ancora parlato, poi litigato tra loro , si sono divisi e alla fine in molti ( direi troppi ) pensano semplificando, che ci vuole la persona forte e che comandi .
Credo che il punto sia proprio questo. Le persone non cercano soltanto qualcuno che rappresenti la loro condizione economica, cercano anche qualcuno che dia loro un'idea di futuro. Se quella prospettiva manca, è più facile che prevalgano messaggi identitari o di contrapposizione. Per questo, a mio avviso, la sfida non è semplicemente "riconquistare i ceti popolari", ma tornare a costruire un progetto di sviluppo in cui quei ceti possano riconoscersi. Perché, in fondo, le persone non votano solo in base al presente che stanno vivendo, ma anche al futuro che riescono a immaginare.
Purtroppo è una disanima perfetta. E ho paura che ne vedremo ancora delle belle.