I fatti di Torino, i non fatti di Milano
In cinquemila hanno manifestato contro le Olimpiadi invernali, poi sono arrivati un pugno di pirla e la polizia ha caricato.
A volte la cronaca la leggi, a volte ci finisci dentro e ne scrivi. Il corteo dei diecimila, così era stato annunciato, me lo sono trovato sotto casa. Ho chiamato mia figlia: «guarda il corteo».
Lei si affaccia e mi indica Tizio e poi Caio. Soddisfatta annota che quelli del collettivo della sua scuola ci sono. «È la prima volta che vedo una manifestazione dall’alto… invece che standoci in mezzo».
Sono state tante le mobilitazioni a Milano in questi giorni e lei ne ha fatte un po’, si sente giustificata dell’assenza.
Più che una manifestazione è un caleidoscopio di proteste: Olimpiadi, ICE, Palestina libera, l’emergenza casa, non una di meno. E l’elenco potrebbe continuare.
La musica sparata a palla copre gli slogan, ogni tanto qualche parola si fa largo nel casino e ritrovo pezzi di frasi note che mi permettono di ricostruire l’intero. «Questa la urlavamo anche noi, quasi quarant’anni fa… ed era già vecchia allora», dico ironico. Lei mi risponde con una linguaccia.
Li seguiamo finché non svoltano. Tanta polizia, tanti carabinieri, tanta polizia locale, forse qualcuno della guardia di finanza.
In questi giorni va così, la città è presidiata.
Poi il quartiere si blocca. Si sentono le sirene. In linea d’aria non è lontano piazzale Corvetto. È lì che in un piccolo gruppo hanno tentato di sfondare e prendere la tangenziale. Sono stati fermati, come era scontato che fosse.
Se non ci fossero stati i fatti di Torino, gli scontri di Milano con difficoltà sarebbero finiti in cronaca per l’esiguità di quanto accaduto. Ma Torino c’è stata e subito la destra cerca di cavalcare un’onda che in realtà è meno che l’increspatura in uno stagno nel quale è stato lanciato un sassolino.
La verità è che le proteste hanno disturbato lo spaccio, che con tutta quella polizia gli spaccini si sono presi qualche ora di vacanza. Fortunatamente, per loro, oggi non c’è nessuna manifestazione e men che meno divise a giro.




Per fortuna ieri un tg a proposito della manifestazione di Milano ha parlato di reciproche provocazioni tra manifestanti e polizia. Infatti in passato ho partecipato a manifestazioni, e se vogliamo essere onesti, la polizia non si è mai distinta per imparzialità.