Giustizia vera e niente scuse per la strage di Cras-Montana
Giustamente i genitori dei ragazzi assassinati o feriti a Cras-Montana hanno fatto sapere che delle scuse dei coniugi Moretti non gliene può fregar di meno.
Solo, diciamocelo, ai giornalisti, nell’idea di mantenere in pagina con emotivo carico la notizia vendi-copie, interessava qualcosa di queste scuse, tanto più che all’inizio, apparentemente, erano pure state negate.
Poi, in realtà, sono state fatte con l’imbarazzo del chiedere scusa per la morte di quaranta ragazze e ragazzi. Come se per una strage si possa chiedere scusa.
Tanto più che chiedere scusa sposta il carico sulla vittima, la quale, se non perdona, è pure obbligata a spiegare il perché e il per come.
In questo caso, peraltro, non le vittime, ma i loro genitori, perché, appunto, le vittime sono morte.
E se ti ammazzano un figlio, giustamente, delle scuse te ne freghi e, altrettanto giustamente, quello che chiedi è giustizia. Ma giustizia vera.
Cioè a dire una giustizia che vada oltre i due arraffoni che, per qualche spicciolo in più, han pensato bene di ignorare ogni regola di sicurezza. Ma anche tutti coloro che hanno permesso che le condizioni della strage si verificassero.
L’amministrazione pubblica e da lì a scendere.
In Italia, leggo, si va verso il divieto governativo alle candele pirotecniche che l’incendio hanno causato. E pensa che io, stupido, mi aspettavo che partisse una verifica a tappeto di capienze e sicurezza dei locali, di verifica a tappeto della distribuzione degli alcolici, di verifica a tappeto sulla proprietà dei locali della movida.
Vietiamo i razzetti, perché ci piace un sacco dire che alla fine è tutta colpa loro… dei petardi.




Esatto, 👍 non c’è altro da aggiungere.