Giorgia Meloni ora ha paura dei "no"
I sondaggi danno i "no" in forte crescita e ogni giorno ai "sì" va peggio. Vannacci è già pronto e Giorgia lo sa.
Giorgia Meloni non è più tanto sicura del risultato referendario sulla riforma costituzionale della giustizia: la premier comincia a sentir l’odore della sconfitta.
Nemmeno vi dico delle indiscrezioni su sondaggi governativi, anche perché finora erano pettegolezzi senza lo straccio di una conferma.
La conferma che per il sì si sta mettendo male è però or ora arrivata da Giorgia e se ne sono accorti pure i sassi.
Poche ore dopo che il presidente Sergio Mattarella aveva detto ai nostri ultra destri governanti “ragazzi basta attaccare il CSM e i magistrati”, Giorgia che ha fatto? Ha attaccato i magistrati o meglio due sentenze.
Una su un migrante ingiustamente portato nel mai attivato centro per migranti aperto dal governo in Albania, un’altra su un indennizzo all’ONG di Carola Rakete.
In pratica la premier ha evocato le bestie nere del suo elettorato e soprattutto quello della Lega di Matteo Salvini, che, abbandonato da Roberto Vannacci, sta crollando nei sondaggi.
Meloni, in pratica, chiama a raccolta i suoi elettori e lo fa con un messaggio chiaro: i magistrati indipendenti sono il male e il referendum i magistrati inquirenti vuole addomesticare.
Sergio Mattarella ha insomma parlato al vento: altro che equilibrio e rispetto tra i poteri, Giorgia ha messo i guantoni sapendo che il referendum costituzionale, come già accadde all’antipatico Matteo Renzi, sta diventando un referendum su di lei e si sa che, sin dai tempi della Bastiglia, non c’è spettacolo più popolare che il ghigliottinamento del potente di turno.
Buone notizie per la sinistra? Dipende: in Francia dopo il rotolar di teste coronate fu il tempo del generale Bonaparte.
Noi abbiamo il generale Roberto Vannacci, da mesi già in marziale posa napoleonica e questo Giorgia Meloni ben lo sa. E questo Giorgia Meloni parecchio teme.



