Giorgia ha perso un altro amico
Viktor Orbán ha ammesso la sconfitta poco dopo le 21, ora italiana. Stravince Péter Magyar nel nome dell'Europa. Ma quanto sia davvero europeista è tutto da scoprire.
Viktor Orbán è stato e ora non è più.
È diventato uno di quei personaggi che fra qualche anno diremo “ti ricordi…”, un po’ come quando si ricorda un virus pandemico. Di quelli che sembrava che finisse il mondo e poi, invece, non è finito e anzi si è scoperto dotato di qualche anticorpo in più.
Chi nelle scorse ore è sbarcato in Ungheria rimaneva sorpreso dal fatto che i volti che più si vedevano sui manifesti elettorali non erano quelli dei due contendenti la guida del paese, ovvero il perdente Viktor Orbán e il vincente Péter Magyar, bensì quelli di Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen.
La campagna era tutta europeisti contro antieuropeisti. Sulla carta hanno vinto gli europeisti, ma prima di suonare le campane a festa conviene prendersi il tempo per vedere questo Magyar come si comporterà. Perché sempre di frutto caduto dall’albero di Orbán si tratta.
Comunque sia le elezioni ungheresi confermano una cosa stranota e che da poco abbiamo vissuto anche in Italia: se l’affluenza è alta, la destra difficilmente vince.
Detto questo, oggi è il giorno della vittoria degli anticorpi, gli anticorpi contro i sovranisti, contro i nazionalisti, contro i suprematisti, contro gli omofobi, contro gli anti-europeisti e, almeno sognamolo per qualche ora, contro i fascisti e i fascismi in generale.
Spiace, solo umanamente s’intende, per Giorgia Meloni che vede cadere dalla torre del potere l’ennesimo suo amico. Il prossimo, ad autunno con il voto delle midterm, sarà Donald Trump. Sempre che, ovviamente, in Italia non ci siano elezioni anticipate e allora la prossima sarà proprio Giorgia… ma qualcosa mi fa presagire che nessuno nella maggioranza punti più alle urne anzitempo.
Magari sbaglio, chi vivrà vedrà… Orbán o meno.


