Tel Aviv è gemellata con Gaza City dal 1998
A Milano torna all'ordine del giorno l'idea di rompere il gemellaggio con Tel Aviv, intanto resta in vigore (salvandosi da ogni destro assalto) il Protocol of Cooperation del 1998.
Tel Aviv è gemellata con Gaza City, lo so che sembra una barzelletta, ma è così.
Lo è dal 21 settembre del 1998. Sindaco della città israeliana era Roni Milo (conservatore, ex Likud), di quella palestinese Awni al-Shawa (fedelissimo di Yasser Arafat).
Il gran cerimoniere di questo gemellaggio ovvero “Protocol of Cooperation between the Cities of Barcelona, Gaza, and Tel Aviv-Yafo” fu Joan Clos, primo cittadino di Barcellona.
Dopo l’esperienza da sindaco, Clos è diventato Direttore Esecutivo dell’agenzia dell’ONU UN-Habitat (2010-2018), portando avanti a livello globale proprio l’idea che le città siano gli attori chiave per risolvere le crisi del mondo moderno.
Ron Huldai, l’esponente del Partito Laburista che nel 1998 ha battuto e sostituito Roni Milo alla guida dell’amministrazione di Tel Aviv, è ancora sindaco (ultima rielezione è avvenuta nel 2024). È una specie di recordman del centrosinistra israeliano.
Nel 2008, cioè un anno dopo che Hamas aveva assunto la guida di Gaza City, il sindaco Huldai ha fronteggiato la destra (compattata intorno a una mozione del consigliere Arnon Giladi) che chiedeva che Tel Aviv rompesse il gemellaggio con Gaza City.
La respinse con queste parole che si possono ancora leggere nell’edizione di Haaretz dell’11 febbraio 2008: «Un gemellaggio [in ebraico בְּרִית עָרִים תְּאוּמוֹת] è un legame tra popoli e tra città, non tra governi o regimi politici. Non cancelleremo il patto con Gaza City perché ciò significherebbe ammettere che non c’è più alcuna speranza per un futuro di pace. Dobbiamo mantenere i canali aperti per i giorni in cui potremo tornare a collaborare».
Milano è gemellata dal 1994 con Tel Aviv, c’è chi ora vorrebbe risolvere questo gemellaggio.
Scelta che determinerebbe lasciare Ron Huldai più solo.
Lasciare solo l’uomo che, come si può ritrovare su Times of Israel e The Jerusalem Post dell’11 dicembre 2022, a chiare lettere ha pubblicamente detto:
«Israele si sta trasformando da una democrazia a una teocrazia fascista».
Lasciare solo il sindaco che ha rivendicato più volte, tra il palco di Kaplan Street (fonte The Times of Israel, 15 luglio 2023) e le interviste a Der Spiegel (20 marzo 2023) e al New York Times (27 dicembre 2022), che Tel Aviv è per lui «il bastione dei valori liberali e democratici di Israele».
Che ha definitivamente chiarito: «Noi non siamo il governo di Gerusalemme».
A Milano non governa Giorgia Meloni. A Tel Aviv non governa Benjamin Netanyahu. A scanso di equivoci, a New York (anch’essa gemellata con la città di Sant’Ambrogio) non governa Donald Trump.


