➡️ Gaza: l’ultima cena.
Non c’è molto da dormire, la Luna ci osserva da dietro gli alberi…
…delle barche ed è bella.
«Ultima cena», con un’ironia un po’ preoccupata, la chiamano gli amici fino a una settimana fa emeriti sconosciuti e, dopo una settimana, divenuti amici da sempre.
Angeli custodi che, senza neppure il nostro domandare, hanno provveduto ad ogni nostra esigenza: dal motore da rivedere ancora una volta, ai consigli per quella tratta lì, alle raccomandazioni di come trattare la vecchia signora che ci deve portare a Gaza.
Poi ci sono le storie e le genti del mare ne hanno una per ogni onda: tanto che sembra che ogni onda contenga un mare intero.
Storie di mare, che poi sono storie di persone di quel mare o dei posti che in quel loro mare si affacciano.
C’è talvolta come uno scusarsi, un giustificarsi del loro a terra restare, del loro non venire con noi… anche se si vede che in realtà ci saranno con la testa, con il cuore.
«Allora quando tornate dovete venire a raccontarci», è la frase ch…




